Cucina Trentina

Ma, chi ha detto che la cucina di montagna è povera?
La tradizione culinaria, e più in generale eno-gastronomica, è radicata e mantenuta viva dalla proposta di ricette tradizionali, piatti antichi, rigorosamente preparati con prodotti tipici locali.

Molti sostengono che la cucina trentina sia caratterizzata da una certa uniformità … non sono del tutto d’accordo, in quanto esistono piatti tipici per ogni valle, ma soprattutto queste delizie si possono ancor oggi gustare, in quanto la tradizione ha portato sino ai nostri giorni antiche ricette.
Inoltre, in passato le popolazioni delle valli vivevano uno stato di isolamento, ed il sostentamento era affidato essenzialmente ai prodotti della terra ed alla caccia o alla pesca. Ci sono, dunque, luoghi in cui la carne di maiale la fa da padrone, ma altre in cui si prediligono piatti a base di pesce di fiume o lago.
Certo le situazioni di povertà del passato hanno fatto sì che i piatti di tutti i giorni fossero simili tra loro, ma esistevano i dì di festa … che in passato erano vissuti in maniera, sicuramente più sentita di quanto si faccia oggi. 

Ed era nei dì di festa che la tavola veniva imbandita con quanto di meglio le possibilità potessero offrire.
Usanze proprie e singolari diverse da valle a valle, e di conseguenza anche proposte culinarie diversificate… qualche esempio.
Nella Valle dei Mocheni possiamo mangiare gli straboi, dolci dal sapore particolare fatti con uova, latte, zucchero, birra, grappa e lievito e cotti in olio bollente, l’impasto va fatto cadere nell’olio attraverso un imbuto.
La zuppa di orzet preparata con orzo e verdure è tipica della Valsugana, ma la potete mangiare ovunque.
La polenta accomuna ed accompagna molti piatti, ma fa anche piatto a sé stante … basta metterla sul piatto a cucchiaiate, aggiungere del formaggio in scaglie (alcuni lo grattugiano … voi fate in base al vostro gusto) e versare sopra del burro fuso e salvia.
La polenta rostida, invece, si taglia a fette e si riscalda nel grasso di maiale, si mangia, secondo tradizione, con del formaggio, ma è perfetta anche con carni arrosto… e c’è chi che la mangia anche con le patate.
Polenta diversa in base alla zona in cui ci si trova, più consistente e saporita quella fatta con la farina di Storo, di colore giallo e tenera quella della Valsugana, mentre nella Valle di Ledro si fa anche con le patate.
In Valle di Fiemme si preparano ancor oggi i canocei, che in passato erano un piatto tipico dei giorni di festa, non tanto per la qualità degli ingredienti, ma quanto per il tempo che richiedono per la preparazione.
I canocei sono dei ravioli a mezzaluna, con ripieno di patate, formaggio nostrano di Cavalese o puzzone di Moena, noce moscata ed erba cipollina, si cuociono normalmente in acqua bollente e si condiscono con burro fuso e salvia.
I canderli si preparano in vari modi, tutti simili, ma al tempo stesso diversi in base alla zona, diversi negli ingredienti e nella preparazione, li potrete mangiare in brodo, al sugo oppure semplicemente con burro fuso e salvia.

Cucina, storia e tradizione che corrono di pari passo, quindi in Valle di Ledro si notano influenze della cucina boema; alcuni piatti dell’area di Luserna, Folgaria e Lavarone risentono della cucina cimbra; ed in altre zone ancora, la cucina ladina fa sentire i suoi sapori.

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(fosca bruni)

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